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sabato 17 gennaio 2009

Come stare vicino a queste persone?

Volevo presentarvi una mia risposta a una domanda che spesso mi pongo e sapere cosa ne pensate voi o come eventualmente rispodereste a questo quesito.

il quesito che vi pongo è questo:
"Qual'è il modo migliore per stare vicino alle persone che magari hanno da anni questo problema e si sento sole e il più delle non hanno il coraggio di chiedere aiuto a chi amano?"


La mia risposta a questa domanda è la seguente:


Secondo me il modo migliore per fare ciò è cogliere i segnali che la persona stessa ci dà ma e anche vero che questi segnali a volte sono impliciti ovvero non vengono capiti immediatamente dalla persona che li riceve.
Quinndi prima di tutto si deve avere una certa confidenza con il soggetto in abito relazionale in modo che tra voi lui si possa instaurare un rapporto di fiducia reciproca e di rispetto.
In seguito si comincia ad ascoltare la persona usando un ascolto attivo e non passivo, perchè se usate un ascolto di tipo passivo la persona che state aiutando può sentirsi a volte presa in giro oppure non capita.
A mio avviso L'ascolto attivo è cosa fondamentale perchè la persona non si senta sola e protetta da chi la ama.


























mercoledì 24 dicembre 2008

Come aiutare la persona a convivere con questo disturbo?


Aiutare la persona a convivere con questo disturbo a volte è una vera sfida, perché i sintomi di questa malattia si manifestano già dalla prima infanzia, in alcuni casi possono scomparire con l’adolescenza o rimanere inalterati per tutta la vita.

In ogni caso non è bene farsi prendere dal panico.

Le crisi epilettiche di qualsiasi entità e di minore frequenza possono produrre ansia, apatia, depressione.

La persona epilettica non deve fare nessun tipo di rinunce e soprattutto non deve per nessun motivo rinunciare a condurre una vita normale.

Però per fare questo per prima cosa la persona non deve considerarsi malata o diversa.

Il soggetto non si deve vergognare di avere tale disturbo e deve chiedere aiuto in caso di bisogno.

L’unico disagio che la persona può incontrare è l’assunzione di appositi farmaci (che possono variare a seconda del tipo di epilessia) che servono per contrastare le crisi epilettiche.

Il soggetto non deve privarsi di nulla anzi deve comprendere che è una persona come tante che può avere una vita come tutti gli altri

Non deve vergognarsi di nulla perché sarà sempre circondata da persone che la ameranno (genitori, famigliari, amici, figli …….)

Insomma a tutti coloro che posso portargli giovamento, in altre parole persone che posso capire il suo d’animo e aiutarlo a vivere la sua vita al meglio.

venerdì 31 ottobre 2008

presentazione


Salve sono martina ho 20 anni questo e il mio primo blog. e in questo blog vorrei parlare di come aiutare una persona ad affrontare una sua malattia dal punto di vista psicologico. questo è il mio primo post. vorrei se possibile venire in contatto con persone che hanno aiutato altri ad affrontare la loro malattia qualunque malattia sia.